Vuoi avere 5 suggerimenti importanti prima di decollare sui campi?
Negli ultimi anni il ricorso ai droni per la distribuzione di prodotti in agricoltura è cresciuto notevolmente, e crescerà ancora nei prossimi anni.
Sebbene questo tipo di applicazione richieda l’esecuzione di missioni di volo automatiche, le capacità del pilota rivestono un ruolo decisivo per la corretta gestione del volo e per la sicurezza.
La formazione del pilota di droni in agricoltura è ancora più importante rispetto ad altre applicazioni.
Chi decide di dedicarsi a questo lavoro, non solo deve mettere al primo posto la formazione, ma deve cominciare da lì, deve fare i corsi prima ancora di acquistare il drone.
Ci sono 5 buoni motivi, che ti spiego di seguito:
- Le dimensioni dei droni per l’agricoltura sono molto maggiori di quelle delle altre applicazioni. Maggiori dimensioni, maggior ingombro, maggior peso, maggiore energia cinetica all’impatto, etc. sono tutti fattori di rischio, cioè parametri che rendono più gravi le conseguenze di un eventuale errore del pilota;
- La capacità delle batterie LiPo è tale da limitare molto l’autonomia rispetto ai valori tipici delle altre applicazioni. Questo richiede una gestione più razionale del tempo di volo, e quindi una conoscenza approfondita di tutte le fasi critiche di volo, in particolare le fasi definite tecnicamente di “contingency”;
- Attraverso i corsi, i piloti acquisiscono la consapevolezza necessaria per affrontare il percorso autorizzativo, conoscere gli obblighi e le responsabilità connesse con questa attività, sapere già dall’inizio qual è il giusto approccio ad una tecnologia diversa, appartenente più al mondo aeronautico che a quello agricolo;
- Una buona formazione consente di soppesare meglio i vantaggi ed i rischi connessi con le operazioni ed anche per poter individuare la giusta tecnologia di cui dotarsi (…o non dotarsi. Non è escluso, infatti, che a valle del percorso formativo si possa cambiare idea e decidere di non fare più l’investimento del drone. In questo caso il corso si rivela ancora più utile, perché evita di far spendere una cifra mediamente 15/20 volte superiore a quella del corso;
- La migliore cura è la prevenzione. Quando il pilota fa un errore poi piange davvero, quindi deve agire prima e spezzare la “catena degli errori”. Come? Mettendo in campo le necessarie “difese”, cioè strumenti di mitigazioni del rischio (è facile quando uno te lo spiega per bene)
In realtà ora che ci penso, ci sono anche altre ragioni… ma magari le analizzeremo in aula 😉






