Siamo europei… anche con i droni

L’estate prossima, a luglio, entrerà in vigore il “Regolamento EASA” sui droni, comune a tutti gli Stati membri della Comunità Europea.
Questo Regolamento, pubblicato nel luglio di quest’anno, sostituirà quello Italiano di ENAC.

Cosa cambierà? molte cose.

Innanzitutto cade quello che era sempre stato il criterio principe del regolamento Italiano, cioè quello di differenziare l’utilizzo ludico dei droni da quello professionale. Il nuovo criterio sarà orientato maggiormente al rischio associato allo specifico utilizzo.

Questo significa che non sarà più soltanto obbligo degli utilizzatori professionali conseguire un attestato, stipulare una assicurazione R.C. e registrare il proprio drone, ma anche di tutti gli altri utilizzatori.

Eh si, esami ed assicurazione per tutti.

Una bella novità è l’abbassamento della età minima per conseguire un Attestato di pilota, che da 18 anni passa a 16. Questo è un bel passo avanti, considerando l’importanza che questa tecnologia assume, e sempre di più assumerà in futuro, nella formazione dei ragazzi.

Un altra novità interessante: i costruttori dovranno immettere sul mercato droni con una marcatura CE che reca già la tipologia di drone (C1, C2, C3…) in modo che chi lo acquisterà saprà già quali limitazioni si applicano per legge.

I droni del futuro avranno a bordo dei dispositivi di riconoscimento elettronici interrogabili da remoto, quindi i controlli delle FF.O. saranno più efficaci.

Una piccola rivoluzione, quindi, per gli utilizzatori saltuari, abusivi o ludici. Ben poca cosa, a nostro avviso, per gli utilizzatori professionali seri, che al rispetto delle norme sono abituati da sempre.

Scroll Up