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DJI T 100: E’ un bestione, ma non è un trattore

“Il nuovo DJI T 100 è un prodigio da 170kg che vola a 70km/h. Ma c’è un dettaglio che molti rivenditori dimenticano di dirti: senza l’Autorizzazione Operativa, non stai solo volando, stai rischiando sanzioni penali!”

Ora che DJI sta introducendo sul mercato droni di nuova generazione per la distribuzione di prodotti liquidi e granulari in pieno campo, l’interesse per queste applicazioni sta crescendo esponenzialmente.

In realtà sono più di 10 anni che qualcuno lavora a fianco delle imprese agricole più coraggiose e votate alla innovazione dei propri processi produttivi, per sviluppare servizi con i droni specifici per l’agricoltura; un’azienda su tutte: @Aermartica3d.

Come accade spesso, chi ha il coraggio di partire prima degli altri, fatica di più all’inizio, ma poi raccoglie i frutti del proprio lavoro.

Oggi, infatti, la fiducia degli agricoltori verso questa tecnologia è cresciuta molto ed anche gli investimenti.

Ormai sono decine i rivenditori di droni DJI Agricolture in Italia, eppure se scorriamo l’elenco delle autorizzazioni operative rilasciate da Enac per queste macchine ci accorgiamo che più della metà di queste sono state ottenute da clienti Aermatica3d.

Autorizzazioni? No, aspetta un momento, lo youtuber sciamano mi ha detto che posso utilizzare liberamente il drone sui campi.

Ah ecco, giusto, non diamo nulla per scontato e facciamo un passo indietro…

La normativa vigente (Regolamento della Commissione (EU) 2019/947, sulle regole e procedure per le operazioni con gli UAS) prevede che per utilizzare droni di peso al decollo superiore a 25 Kg occorra una Autorizzazione Operativa rilasciata dalla Autorità Aeronautica di Stato.

Quando parliamo di droni per la distribuzione di prodotti (quelli dotati di un serbatoio per intenderci) si supera tale limite di peso e quindi occorre richiedere l’autorizzazione.

Per richiedere l’autorizzazione, tra le altre cose, è necessario che ci sia almeno un pilota in possesso dell’attestato per operazioni SPECIFIC.

Ecco perché non basta acquistare il drone per poterlo utilizzare! Oltre all’investimento economico, c’è bisogno di investire del tempo all’inizio per essere consapevoli delle regole.

Quando si approccia a questa tecnologia si tende a valutare solo gli aspetti più concreti (quantità di prodotto trasportabile, tempo di ricarica, tipo di ugelli, velocità, autonomia, facilità di utilizzo, etc.) ed a trascurare gli aspetti più burocratici, soprattutto se il rivenditore non spiega con onestà come stanno le cose.

Trattandosi di normative improntate al mondo aeronautico, le sanzioni per le inosservanze sono tutte penali! Ciò vuol dire “reclusione” nel peggiore dei casi e pagamento di ammende molto (ma molto) pesanti nel migliore.

Non cominciamo a fare terrorismo dai, io l’ho comprato da uno esperto, mi ha fatto anche un’offertona, e già lo uso sul mio campo, dove non c’è nessuno.

Quanto è grande il tuo campo?

Sono più di 20 Ha, un quadrato di 500 metri di lato circa.

Beh, il T 100 può fare più di un chilometro in un minuto, quindi se perdessi il controllo saresti tranquillo solo per 30 secondi, poi dovresti cominciare a preoccuparti seriamente.

Quindi non c’è modo di utilizzarlo in sicurezza??

Certo che c’è, c’è la conoscenza approfondita del mezzo, c’è la competenza del pilota e la capacità di pilotaggio (e di pianificazione delle missioni), ci sono le procedure ordinarie, quelle di contingency e quelle di emergenza ma soprattutto c’è la corretta programmazione di tutte le attività, tutte cose che nella “offertona” del tuo rivenditore non erano citate (immagino).

Poi c’è l’assicurazione (obbligatoria).

Ah, ma quella l’ho fatta, tranquillo.

Si ma non serve a niente se non hai una autorizzazione. E’ come se guidassi senza patente e provocassi dei danni. L’Assicuratore si rivarrebbe su di te.

E se volessi mettermi a posto, cosa dovrei fare?

Investire un po’ di tempo sulla tua formazione, che poi è il migliore degli investimenti!

La formazione (seria) trasforma un investimento in un vero asset aziendale.

Quanto tempo ci vuole?

Dipende dalla tua situazione specifica, ma se vuoi fare le cose sul serio non meno di un mese per la formazione, ed un altro mese per completare l’iter di autorizzazione.

Ok, allora dammi tutti i dettagli.

Scrivi qui: academy@airabruzzo.com per avere tutte le informazioni che ti servono.

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