Droni in agricoltura: lotta biologica

La lotta biologica è una tecnica che sfrutta i rapporti di antagonismo fra gli organismi viventi per contenere le popolazioni di quelli dannosi.

Nella fattispecie, si distribuisce in campo un tipo di insetto o acaro che distrugge il parassita, prima che quest’ultimo possa arrecare danni alla coltivazione.

In questo modo si ottiene una protezione naturale della coltura senza utilizzo di sostanze chimiche (agricoltura biologica).

Principali esempi di utilizzi ormai consolidati sono il Trichogramma brassicae che distrugge le larve della piralide (ostrinia nubilatis) e il Phytoseiulus persimilis, un acaro fitoseide utilizzato in tutto il mondo per combattere il Ragnetto rosso (Tetranychus urticae Koch).

Le colture che soffrono l’attacco di questi parassiti sono principalmente: mais, pomodori, peperoni, carote, melanzane, fagioli, agrumi ed altri alberi da frutto.

I droni utilizzati per il rilascio in campo delle capsule sono equipaggiati con un kit di distribuzione automatizzato, che grazie al sistema di navigazione satellitare garantisce una alta precisione.

Capsule contenti i microrganismi utili

Il software di pianificazione e controllo del volo gestisce automaticamente la corretta quantità di capsule da distribuire in base alla forma e le caratteristiche del campo.

Ogni sgancio è validato da un sistema di sensori e run time viene monitorato dalla stazione di terra da dove è possibile avviare e fermare la distribuzione e verificare se il serbatoio è vuoto.

Al termine del volo viene generato un report complessivo degli sganci effettuati.

Con un singolo volo è possibile coprire fino a 5 Ha in meno di 15 minuti. La ricarica rapida delle capsule è garantita dalla possibilità di rimuovere rapidamente il serbatoio vuoto e di caricare quello pieno per ripartire con uno stop di pochi secondi  tra un volo e l’altro.

Alla velocità di 50 Km/h rilasciando fino a 2 capsule al secondo è possibile coprire vaste aree ma mantenendo la precisione di distribuzione che determina l’efficacia del trattamento biologico.

La distribuzione in campo tramite droni offre indubbi e numerosi vantaggi:

  • nessun impatto ambientale;
  • nessuna perdita di Trichogramma dovuta al meccanismo di distribuzione;
  • alta velocità di distribuzione anche su appezzamenti di piccole dimensioni;
  • nessun effetto dannoso sugli insetti ausiliari (es. antagonisti del ragnetto rosso);
  • possibilità di effettuare il trattamento anche in terreni molto allentati dalle precipitazioni;
  • nessun compattamento del terreno, ottimale per tecniche di lavorazione minima o “strip tillage”;
  • nessuna perdita di produzione dovuta al danneggiamento delle piante di mais durante il trattamento, anche in presenza di piante “ginocchiate” per attacchi di diabrotica;
  • nessun danno anche se si sono utilizzate interfile ridotte a 45-50 cm;
  • possibilità di intervenire anche in aziende dove l’utilizzo del trampolo è logisticamente difficoltoso;
  • possibilità di effettuare il trattamento anche con ostacoli in campo come ad esempio tubazioni ed ali gocciolanti.

L’utilizzo di questo metodo di lotta consente una piena osservanza dell’art. 19 del PAN (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci).

Studi hanno dimostrato che la lotta alla piralide permette di ottenere un ROI di 2,5-3 grazie ad un aumento di produzione e ad un premio di filiera (Reyneri e al.).

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